ARTICOLI In questa sezione, gli articoli si concentreranno su medicina narrativa, medical humanities ed etica della cura. Analizzando studi pubblicati su riviste scientifiche autorevoli, si tenterà di offrire un punto di partenza per un dialogo interdisciplinare che coinvolga tutti i professionisti della salute. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una pratica clinica più completa e personalizzata, che valorizzi sia l’efficacia degli interventi che la dimensione umana dell’esperienza di malattia

A cura di:
Cristina Maselli, Alessandra Schieppati, Nicoletta Suter
Centro Studi della Società Italiana di Medicina Narrativa.

Testimonianze dall’Assemblea SIMeN 2026: essere Facilitatori di Laboratori di Medicina Narrativa

Pratiche narrative, passione ed impegno.

Premessa

Nei giorni precedenti l’Assemblea dei Soci SIMeN tenutasi il 13 Aprile 2026, ad alcuni Facilitatori è stato chiesto di riflettere su un quesito cruciale

Come il vostro essere facilitatori ha portato un reale cambiamento in voi come persone e professionisti e di conseguenza nelle vostre pratiche di cura clinica e /o educativa?

Ciascuno di loro si è reso disponibile a condividere il proprio pensiero con la comunità dei Soci SIMeN durante l’incontro annuale, portandolo nella forma a loro più congeniale e secondo lo stile personale.

I contributi dei Facilitatori sono stati preceduti da un breve intervento introduttivo da parte di Nicoletta Suter che, fin dalla creazione del primo Corso Base, è sostegno fondamentale della Formazione dei Facilitatori.

Prima di lasciarvi alle parole di Nicoletta Suter, vi informiamo che in questa pagina è presente il link per scaricare il documento che riporta in ordine alfabetico ed integralmente i testi raccolti a testimonianza dell’impegno e della passione dei Facilitatori e delle Facilitatrici.

La Formazione dei Facilitatori di Medicina Narrativa: la voce di Nicoletta Suter

L’inizio dell’impegno di SIMeN per la formazione dei facilitatori di laboratori di medicina narrativa (MN) risale al 2020, quando insieme a Stefania Polvani e Paolo Trenta abbiamo avviato questo percorso, convinti che la formazione di questa figura fosse indispensabile per portare la MN nelle pratiche di cura. Il focus della formazione è sempre stato quello di promuovere sia competenze di facilitazione narrativa secondo un preciso modello educativo, sia competenze per la costruzione e realizzazione di progetti utili ad innescare trasformazioni significative nei luoghi di cura.  Nel percorso formativo si apprende un metodo per insegnare la MN che può essere trasferito nella clinica, nella formazione e nella ricerca. Infatti, i partecipanti vengono accompagnati a comprendere che l’essenza della cura non è nell’ente malattia, ma nella persona colta e accolta nella sua interezza, con la sua storia e biografia, con il proprio vissuto di malattia (illness), con i suoi legami e con la sua cultura di appartenenza. Possono inoltre comprendere che il potere della narrazione si manifesta e opera a più livelli: nella relazione di aiuto con il paziente e i caregiver, nelle relazioni professionali (team di lavoro), nel sistema organizzativo e nelle comunità sociali, per dare voce ai sofferenti, ai soggetti fragili e vulnerabili, a coloro che subiscono discriminazioni, ingiustizie, violenze, promuovendo azioni di cura, nell’ottica dell’advocacy.

Il laboratorio di MN è un dispositivo eccezionale per apprendere tutto questo non tanto da un punto di vista nozionistico, ma soprattutto per acquisire una postura curante e delle abilità a compiere gesti di cura propri di una medicina che riconosce il valore della unicità e singolarità di ogni persona tanto quello dell’intersoggettività (siamo infatti “condividui” sempre in relazione); una medicina che riconosce il nostro “essere corpi” e identità narrative in divenire nella storia e nel mondo e che la cura è una primarietà essenziale della vita, per tutti gli esseri viventi.

Tra le tante azioni educative, abbiamo scelto la facilitazione perché come scrive P. De Sario (2026) facilitare significa cercare di unire pur consapevoli di diversità, divergenze e conflitti, distinguere e nel contempo collegare per trasformare, accogliendo la complessità di sé, dei gruppi, delle comunità, delle organizzazioni. Facilitare significa promuovere un cambiamento profondo del pensiero e dell’azione umana verso un “nuovo umanesimo” (E. Morin, 2001, 2015, 2016), fondato sui valori che sono cari alla MN: l’accoglienza, l’accettazione della diversità, il dialogo, la cultura del ponte, della connessione, della cura di tutte le cose del mondo (L. Mortari, 2023, 2025) e molto altro.

La facilitazione alla medicina narrativa è ormai una bella realtà in Italia. In occasione dell’Assemblea annuale della SIMeN del 2026 si è pensato di dare voce ad un gruppetto di facilitatori, consapevoli che coloro che agiscono la facilitazione narrativa nei vari contesti sono molto più numerosi. Per questo SIMeN ha pensato alla “giornata del facilitatore” che si terrà in ottobre 2026, con l’idea di creare uno spazio aperto alla condivisione di tutti coloro che vorranno portare la propria esperienza, passione ed impegno e contribuire così alla crescita della facilitazione narrativa nel nostro Paese.

Bibliografia di riferimento:

  • De Sario, P. (2026). Pronto intervento di facilitazione. Alpes Italia.
  • Morin, E. (2001). I sette saperi necessari all’educazione del futuro. Raffaello Cortina Editore.
  • Morin, E. (2025). Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione. Raffaello Cortina Editore.
  • Morin, E. (2026). 7 lezioni sul pensiero globale. Raffaello Cortina Editore.
  • Mortari, L. (2023). Sull’etica della cura. Vita e Pensiero.
  • Mortari, L. (2025). A scuola. L’arte di educare. Mimesis.