ARTICOLI In questa sezione, gli articoli si concentreranno su medicina narrativa, medical humanities ed etica della cura. Analizzando studi pubblicati su riviste scientifiche autorevoli, si tenterà di offrire un punto di partenza per un dialogo interdisciplinare che coinvolga tutti i professionisti della salute. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una pratica clinica più completa e personalizzata, che valorizzi sia l’efficacia degli interventi che la dimensione umana dell’esperienza di malattia

di Massimiliano Marinelli  5 giugno 2026

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Le aspettative dei pazienti

 da Bates, S. M. (2026). Potential use of patient expectation data for primary care improvement
Lewis, (2026). Population expectations of primary care quality in 18 countries: a cross-sectional analysis of data from the People’s Voice Survey.

Premessa

La Medicina Narrativa ci insegna che la comunicazione e la co-costruzione del processo di cura non sono meri accessori terapeutici, ma i pilastri stessi dell’assistenza. Questo paradigma, tuttavia, non si esaurisce nello spazio dell’incontro interpersonale tra medico e paziente. Esso possiede una valenza sistemica: le indicazioni, le esperienze e le preferenze dei cittadini rappresentano una bussola preziosa non solo per curare il singolo, ma per trasformare, organizzare e migliorare l’intero sistema sanitario, con particolare urgenza per le cure primarie.

Questa visione è pienamente validata dalle più recenti evidenze scientifiche, le quali dimostrano come il feedback delle popolazioni sia fondamentale per garantire la responsabilità e il miglioramento dei sistemi sanitari.

Gli studi

A tal proposito, due recenti articoli pubblicati sulla rivista Lancet Primary Care offrono uno spaccato profondo su come le aspettative dei cittadini modellino la percezione della qualità delle cure.

Ecco, in breve cosa ci dicono le recenti evidenze scientifiche.

Il primo studio, condotto da Todd P. Lewis e colleghi, ha analizzato i dati del People’s Voice Survey, coinvolgendo oltre 18.000 persone in 18 Paesi.

.L’obiettivo era comprendere come le aspettative della popolazione influenzino la valutazione dell’assistenza primaria.

I risultati sono illuminanti e ci pongono di fronte a una sfida centrale per la medicina partecipativa: le popolazioni spesso giudicano in modo errato la qualità clinica.

I dati rivelano che il 16,1% degli intervistati è disposto a tollerare cure di scarsa qualità, valutandole positivamente-

Questo fenomeno, guidato da basse aspettative, è risultato più frequente tra gli uomini, le persone più giovani e coloro con minori livelli di istruzione e reddito

Al lato opposto, un sorprendente 64,4% dei cittadini sottostima un’assistenza oggettivamente adeguata.

Tuttavia, l’aspetto più rilevante per chi si occupa di co-costruzione della cura risiede nel concetto di “attivazione del paziente” (patient activation).

. Lo studio dimostra che i pazienti “attivati” – ovvero coloro che si sentono responsabili della gestione della propria salute e fiduciosi nell’esprimere i propri dubbi ai curanti

 – sono gli unici a mostrare aspettative ben allineate con gli standard clinici, riducendo sia le probabilità di tollerare cure scadenti sia quelle di svalutare cure adeguate

. L’empowerment si conferma quindi una strategia promettente per costruire aspettative legittime e fondate.

Il secondo contributo, un commento a firma di Shona M. Bates, espande questa riflessione sull’uso pratico di tali aspettative.

L’autrice sottolinea che strumenti essenziali per la valutazione dei sistemi sanitari, come i PREM (Patient-Reported Experience Measures) e i PROM (Patient-Reported Outcome Measures), presentano dei limiti interpretativi se non vengono contestualizzati.

Le nostre aspettative verso la sanità sono profondamente plasmate da driver sociali, culturali e demografici.

Comprendere questi fattori – inclusi i contesti legati all’alfabetizzazione sanitaria e ai percorsi migratori – è indispensabile per dare un senso autentico ai dati riportati dai pazienti e per utilizzare le loro preferenze come reale motore di miglioramento organizzativo a livello individuale, di ambulatorio e di intero sistema.

Conclusione

Le evidenze dimostrano chiaramente che le aspettative sono un fattore determinante nel modo in cui le persone interpretano e valutano il proprio sistema sanitario.

Affinché le preferenze dei cittadini possano guidare efficacemente l’organizzazione delle cure primarie, occorre misurarne e comprenderne le aspettative di partenza, investendo attivamente in strategie che rafforzino l’alfabetizzazione sanitaria e l’attivazione dei pazienti.

Questo empowerment, tuttavia, non si genera spontaneamente, ma presume una relazione clinica costantemente orientata alla ricerca della concordanza del piano di cura.

Per poter apprezzare e riconoscere la vera qualità dell’assistenza, la persona deve essere messa nelle condizioni di far parte attivamente del processo decisionale.

Solo condividendo le scelte cliniche attraverso un processo comunicativo empatico e bidirezionale, il paziente acquisisce la consapevolezza necessaria per valutare le cure in modo centrato e reale, trasformando la propria narrazione e la propria esperienza in una risorsa per il miglioramento di tutto il sistema salute.

Riferimenti Bibliografici

Bates, S. M. (2026). Potential use of patient expectation data for primary care improvement. Lancet Primary Care. https://doi.org/10.1016/j.lanprc.2026.100157

Lewis, T. P., Sabwa, S., Breda, J., Carai, S., Clarke-Deelder, E., Doubova, S. V., Fink, G., Garcia, P. J., Garcia-Elorrio, E., Lee, H.-Y., Mohan, S., Naidoo, I., Oh, J., Okiro, E. A., Tadele, A., Tarricone, R., Ungureanu, M.-I., Wang, X., Xu, D. R., & Kruk, M. E. (2026). Population expectations of primary care quality in 18 countries: a cross-sectional analysis of data from the People’s Voice Survey. Lancet Primary Care. https://doi.org/10.1016/j.lanprc.2026.100151