Le STORIE è una sezione dedicata alle storie e alle esperienze di malattia e di cura, per dare voce alla dimensione soggettiva del paziente e di coloro che ne hanno cura. Questo spazio accoglie i vissuti personali legati alla malattia, offrendo ai lettori una comprensione più profonda delle esperienze uniche, della fragilità e della vulnerabilità che accomunano chi ha cura e chi è curato.
La clinica sulla porta dell’ambulatorio
di Tania MIlletti ,15 ottobre 2025

È un pomeriggio d’estate di qualche anno fa. Sostituisco un medico di medicina generale e l’orario di studio è ormai terminato. Sono appena uscita dalla porta, carica di borse, sentendo il peso della stanchezza accumulata durante la giornata di visite. Il telefono squilla proprio in quel momento, come tante altre volte. È la moglie di un paziente allettato, la sua caregiver principale. I suoi modi gentili, da me apprezzati in altre occasioni, mi incoraggiano a sostare nel tempo della conversazione, sollecitata anche dalla nota tremante di apprensione che trapela nella sua voce.
Mi racconta che l’assistenza domiciliare le ha appena prospettato l’introduzione dell’alimentazione tramite sondino naso-gastrico per il marito. Quella proposta, calata dall’esterno, ha scatenato un forte subbuglio dentro di lei: la paura di precipitare in un vicolo cieco, il timore di costringere il compagno a un’ulteriore e irreversibile dipendenza, la solitudine di una responsabilità troppo grande da prendere per due.
Resto sulla porta, immobile, ad ascoltare. Mi prendo un istante di silenzio al termine del suo racconto per riordinare le idee e raccordare il quadro generale con la cornice familiare e le emozioni riferite. Le dico semplicemente che, sulla base delle condizioni cliniche attuali del marito, quella decisione non presenta un carattere di urgenza indifferibile. La invito dunque a considerarla come un’opzione, prendendosi il tempo necessario per decidere o rivalutare insieme successivamente.
Sento il suo sollievo scivolare attraverso la cornetta. Ci saremmo aggiornate più avanti.
Tempo dopo, incontrandola di persona durante una visita domiciliare, ho compreso la reale portata di quei pochi minuti. La signora mi ha confidato quanto quella telefonata fosse stata fondamentale. In quel momento “borderline”, sentirsi ascoltata le aveva restituito la forza di occuparsi ancora direttamente dell’alimentazione del marito, in armonia con la loro storia, i loro valori e il loro modo di concepire la vita.
Il decorso della malattia avrebbe comunque portato, con il tempo, all’uso dell’ausilio strumentale, ma quella transizione è avvenuta in modo consapevole, attraverso una partecipazione viva alla cura. Per un altro caregiver, la stessa proposta del sondino avrebbe potuto rappresentare un sollievo immediato nella gestione del familiare; per lei, invece, era vitale non sentirsi espropriata del proprio ruolo di accudimento prima del tempo.
Quel tempo “in più” speso sulla soglia dello studio non è stato un tempo eccedente: è stato parte integrante della clinica. Ha permesso di costruire una reale aderenza terapeutica e ha trasformato una decisione medica subita in una responsabilità condivisa. Una decisione non pienamente consapevole presta il fianco ad effetti collaterali: il risentimento verso i sanitari che erode la fiducia, la gestione ansiosa del malato, e i dubbi ricorrenti. Quel tempo prezioso dunque ci ricorda che ogni situazione clinica e sociale possiede una sua irripetibile specificità. La relazione di cura risiede spesso nello spazio di un ascolto concesso al di là di ogni stanchezza poiché funzionale ad una gestione migliore del quadro clinico, incrementando l’alleanza terapeutica e l’aderenza alle cure proposte.

Tania Milletti è medico e psicoterapeuta. Ha maturato esperienza nella medicina del territorio e conseguito una formazione psicoanalitica esperienziale che si è coniugata con l’interesse verso la Medicina Narrativa. Attualmente fa parte del CD della Società Italiana di Medicina Narrativa, coltivando il suo interesse per la scrittura e la riflessione al servizio della cura.