Le STORIE è una sezione dedicata alle storie e alle esperienze di malattia e di cura, per dare voce alla dimensione soggettiva del paziente e di coloro che ne hanno cura. Questo spazio accoglie i vissuti personali legati alla malattia, offrendo ai lettori una comprensione più profonda delle esperienze uniche, della fragilità e della vulnerabilità che accomunano chi ha cura e chi è curato.

“CULTIVANDO LA CURIOSIDAD”

Resoconto della 7° giornata di Medicina Narrativa e

4° dell’Umanesimo in Salute

a cura di Sabina Ferro

Il giorno che ho preparato la valigia per il Cile per questa esperienza professionale, tra i tanti libri, che ho scelto di portare, ho deciso che “Confesso che ho vissuto” di Pablo Neruda doveva essere tra questi. Le memorie del Poeta in cui lui scrive “forse non ho vissuto in me stesso; forse ho vissuto la vita degli altri. …” lo avvertivo come il prologo per iniziare a leggere oltre le righe e andare incontro a nuove storie.

Il 13 e il 14 giugno  2024 si è svolto a Vina del Mar sulla costa pacifica, grazie all’Università di Valparaiso e in particolare al gruppo del Laboratorio di Medicina Narrativa un Convegno “curioso” per le connessioni che si sono innescate tra partecipanti e relatori. Il VII Convegno di Medicina Narrativa e il IV Convegno di Umanesimo in Salute, dal tema “CULTIVANDO LA CURIOSIDAD” ha saputo riunire un centinaio di persone provenienti dall’ Argentina, dalla Colombia, dal Brasile, dal Cile e dall’Italia per confrontarsi sul tema della curiosità in vari ambiti in cui la Medicina Narrativa si pratica.

Ho sentito da subito la responsabilità di rappresentare nel mio piccolo, l’Italia e le molte persone che come me credono, studiano e lavorano con la Medicina Narrativa. Onorata e con la giusta dose di curiosità per “coltivarla”, sono giunta in presenza tra i relatori ospiti con la possibilità di tenere un workshop di “Arte e Scrittura autobiografica” ma anche di raccontare della Società Italiana di Medicina Narrativa e dei progressi fatti in questi anni. La SIMeN qui in Cile ci era già giunta nel 2022, con un Laboratorio di Scrittura Autobiografica in Medicina Narrativa online patrocinato e tenuto dalla sottoscritta per cinque incontri. Stefani Polvani, l’allora Presidente, intervenne ad uno di questi incontri riconoscendo il valore di quanto stava avvenendo: considerare la Medicina Narrativa una “lingua universale” nel campo della Cura.

La collaborazione e gli scambi iniziati nel 2019 con Pamela Jofré, in questi anni si sono intensificati anche con la conoscenza del gruppo del Laboratorio di Medicina Narrativa dell’Università di Valparaiso formato da Pia Flores la direttrice del Convegno, Rodrigo Vergara, Rodrigo Valenzuela, Rebecca Oyanedel e Juan Pablo Gigoux.

Accolta calorosamente da Pamela Jofré e dal tutto il gruppo del Laboratorio, la mia presto è diventata un’esperienza umana oltre che professionale e questo lo si ritrova proprio nelle parole di Pia Flores quandoscrive che in queste giornate “c’era una ricchezza umana molto viva e palpabile”. Ricchezza che è stata presa in carico da tutti loro e che ha permesso una disponibilità per rispondere alle necessità delle tante persone intervenute.

Sin dalla prima giornata, abbiamo coltivato la curiosità, stando “nel campo” delle Medical Humanities e della Medicina Narrativa, e cercando di farlo fiorire attraverso la filosofia, la bioetica narrativa, l’arte, la letteratura, l’antropologia e la sociologia.

I laboratori, dopo la plenaria, hanno avuto la funzione di “seminare” e iniziare a conoscere meglio la pratica della Medicina Narrativa nei vari campi di applicazione e la loro consistenza, i solchi del terreno e i tempi.

Si è trattato di avere “attenzione, rappresentazione e connessione” per “la consistenza” di ciò che si pratica e dei “solchi” che si lasciano nel terreno della semina di questa coltivazione.

Pur provenendo da tante realtà diverse che rappresentavamo, ci siamo aperti permettendo che si accendessero scintille di entusiasmo quando comprendevamo di essere lì per un sentire comune nei confronti della Cura e delle Narrazioni che possono curare.

Ho potuto conoscere professionisti come Beatriz Carballeira e Carlos D. Tajer membri della Società Argentina di Medicina Narrativa (SAMEN), Carla Benaglio del Centro de Humanidades della Facultad de Medicina Clinica Alemana Universidad de Desarrolo e Pablo Duca.  Questo ultimo, medico e attore argentino, che ha eseguito una performance e importanti riflessioni utilizzando la sua raccolta di poesie  “Hospital de Agudos”.

Nel coltivare la curiosità, non poteva mancare un laboratorio sul disegno e in particolare sulla Medicina Grafica. L’attento e puntuale Juan Pablo Gigoux e la studentessa Carolina Contreras, ci hanno guidato in questo mondo facendoci provare come le parole e il disegno possano legarsi in un linguaggio nuovo e di stupore. Un esplorare aspetti di noi, complessi e non sempre facili da esprimere, che hanno trovato forma partendo dal segno. Rodrigo Vergara, intanto, nel suo laboratorio coltivava la curiosità attraverso la Poesia.

La cosa che mi ha colpita è che parlare lingue diverse non ha ostacolato la partecipazione ai laboratori perché era come ci fosse invece un invisibile filo che ci univa tutti: argentini, brasiliani, colombiani, cileni e italiani. Un filo narrativo legato all’aver studiato e all’esserci confrontati su testi come quello di Rita Charon.

Si stava come in una grande orchestra dove ognuno suonava uno strumento, ma eravamo tutti uniti dalla stessa musica, la Medicina Narrativa. Alcuni hanno avuto la loro parte anche come “solisti” come i relatori, ma sempre con uno sguardo attento all’orchestra. Si era in armonia consapevoli di lavorare e misurarsi su obiettivi comuni nel campo della Medicina Narrativa pur a distanze planetarie. La coltivazione della curiosità nel campo delle Medical Humanities e della Medicina Narrativa si è trasformata presto in attenzione per la realtà dell’Altro e per un fine unico, quello di una Cura che risponda ai bisogni di chi cura e di chi è curato.

In questo resoconto, ho il piacere di riportare anche le significative impressioni di alcune persone che ho avuto il piacere di conoscere. Mi riferisco a Carla Benaglio, nostra connazionale che vive a Santiago da molti anni, presente con il suo workshop “Eco narrazioni”. Carla mi scrive che: “le giornate di Valparaiso sono state utili per poter entrare in connessione profonda con professionisti che condividevano la stessa missione, cioè quella di contribuire a creare ambiti formativi dove poter riflettere e condividere gli aspetti più complessi e forse anche quotidiani della vita. E’ stato un momento dove non ci sono sati maestri o discepoli situati in un confine ben preciso, ma anzi questo confine è sfumato, dilatandosi e dando infinite possibilità d’incontro. Il Convegno è stato uno spazio e un tempo di confronto, di apprendimento ma soprattutto della scoperta di un comune sentire: tutti i presenti, nei differenti ruoli, e Paesi, stiamo contribuendo a mantenere/creare un po’ di Bene per tutti. Questo travalica il mondo della Sanità per situarsi in un contesto più ampio e nel fare di questo mondo, un luogo buono dove poter vivere. Gli uni con gli altri”.  

Un’altra importante condivisione, è stata anche quella inviatomi da Beatriz Carballeira, medico argentino, membro della SAMEN e responsabile dell’area dell’Umanizzazione delle Cure nell’ ospedale El Cruce, presente al convegno con il suo workshop “Storie prima di dormire”.  Beatriz riporta quanto segue: “il Convegno di Medicina Narrativa di Valparaíso mi ha lasciato una grande esperienza di apprendimento visto le conferenze di altissimo livello che hanno penetrato profondamente i miei pensieri. I relatori, per la maggior parte donne filosofe, scrittrici, sociologhe, specialiste dell’arte e della bioetica hanno catturato il pubblico facendolo entrare in risonanza con loro in modo arricchente. Dopo aver avuto il privilegio di questa esperienza, ci si sente accresciuti e nutriti dell’approccio narrativo di cui siamo parte e che ci include”.

 

Pamela Jofré non è di meno nel raccontare che “è stata felice di conoscere i diversi modi di lavoro, le idee e le ricerche che si stanno portando avanti con competenza e profondità nei vari Paesi: questo infatti era anche lo scopo principale del Convegno. Quello che però l’ha colpita maggiormente è stato l’aspetto umana che ha caratterizzato gli incontri tra persone conosciute e non. La possibilità di fermarsi per due giorni ha permesso di raccontarsi di pensarsi, ridendo, ascoltando e “mangiando”! Seduti a tavola o in convegno in plenaria, ogni momento era caratterizzato dallo scambio curioso con e per l’Altro. E’ emersa una complicità che ha reso possibile la speranza di immaginare nuovi incontri e collaborazioni non solo individuali ma anche tra le Società di Medicina Narrativa esistenti nei Paesi come l’Italia e l’Argentina.

Confesso, allora, al termine di questa esperienza cilena, che HO VISSUTO! E che ancora vivo continuando a prendermi cura di questa semina iniziata nel campo della curiosità con uno sguardo fiducioso all’orizzonte.

Un ringraziamento speciale va a Pamela e a suo marito, Rodrigo Valenzuela che sono stati sempre al mio fianco pronti a farmi sentire parte importante e integrante di queste giornate e a confermarmi che la Medicina Narrativa prima di praticarla, si esperisce nei rapporti umani e professionali.

Sabina Ferro.

Biografia di Sabina Ferro

Sabina Ferro formatrice libera professionista, è stata coordinatore infermieristica; laurea Magistrale in Filosofia, Teoretica, Arte e Comunicazione. Esperta in metodologie biografiche e autobiografiche e Consulente Autobiografico presso la Scuola di Scrittura Autobiografica della Libera Università dell’Autobiografia (LUA) di Anghiari (Ar); Master in Tecniche artistiche e narrative per l’intelligenza emotiva (presso Artedo network accreditato MIUR) e Facilitatore Minfulness. Iscritta all’Albo dei Facilitatori della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN).

Dal 2007, si occupa di Laboratori di Scrittura Autobiografica e di Medicina Narrativa in varie Aziende Ospedaliere, Istituzioni, Enti e presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. Dal 2017, progetta e conduce presso Musei Civici, incontri di Medicina Narrativa e Scrittura con operatori, pazienti, familiari e studenti. Docente a contratto dal 2021 nel corso di Didattica Integrativa per la Specializzazione al sostegno didattico agli alunni alla disabilità, presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (Fisppa) dell’Università di Padova.

Nel 2005, ha pubblicato con la casa editrice Ibiskos di Empoli (Firenze) una raccolta di poesie, “Dovunque nel ovunque”. Nel 2022, pubblica e cura “Viaggio nel nonostante tutto. Storie di tutti Noi”, in collaborazione con l’Ordine Professionale degli Infermieri di Venezia: sguardi narrativi nel lockdown attraverso la pratica della Medicina Narrativa e la scrittura autobiografica.