Un centro di Medicina Narrativa e Partecipata presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma
Nasce il primo Centro nel Lazio e in Italia per la Medicina Narrativa e Partecipata, con il coordinamento del dott. Marco Testa, cardiologo e presidente SIMeN
Si tratta di un’iniziativa che valorizza la centralità della persona con i suoi bisogni bio-psico-sociali, superando il tradizionale approccio basato sulla singola prestazione clinica, per adottare invece un modello con un percorso di cura integrato.
Il nuovo centro di medicina narrativa e partecipata fa seguito ad alcuni progetti pilota che hanno coinvolto decine di operatori sanitari e oltre 100 pazienti dell’ospedale romano e che hanno dimostrato l’efficacia dell’approccio narrativo in diverse aree cliniche, tra cui cardiologia e malattie neurodegenerative.
Nello studio e nella pratica della medicina narrativa sono coinvolti anche i futuri medici: dal 2018 la Facoltà di Medicina e Psicologia di Sapienza-Università di Roma ha attivato un corso di Medicina Narrativa per gli studenti del terzo anno del CdL in Medicina e Chirurgia, contribuendo a formare una nuova generazione di dottori attenti alla relazione e alla comunicazione medico-paziente. Infatti, il nuovo centro del Sant’Andrea si struttura a partire dal punto di accoglienza e orientamento (PAO), che accompagna la persona dall’accesso in ospedale fino alle dimissioni, valorizzando la qualità della relazione e della comunicazione.
Il diario narrativo digitale e il ruolo dell’intelligenza artificiale
Il centro si avvale della piattaforma DNMLab, un ambiente narrativo digitale utilizzato in numerosi studi scientifici di medicina narrativa e premiato per la sua fattibilità e la sua utilità nelle pratiche di cura.
La piattaforma ascolta e accompagna il paziente attraverso la scrittura di un diario narrativo digitale, con cui le persone e i loro caregiver possono esprimere bisogni e raccontare esperienze in un ambiente protetto, condividendoli direttamente con i propri medici e con tutto il team curante, nel rispetto della legge UE sulla privacy.
L’interpretazione delle narrazioni dei pazienti sarà facilitata dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa, solo di concerto con le competenze umane e professionali dei curanti, che supporterà l’identificazione delle risorse e dei problemi più rilevanti nel percorso di cura di ogni persona.
La persona al centro del percorso di cura
“Il nostro obiettivo – spiega la direttrice generale del Sant’Andrea, Francesca Milito – è trasformare l’esperienza di cura, mettendo al centro non solo la patologia, ma la persona nella sua interezza. Il Centro per la medicina narrativa rappresenta il futuro della sanità: un modello che integra competenza clinica e attenzione alla dimensione umana del paziente”.
A coordinare il centro c’è il dott. Marco Testa, cardiologo e presidente SIMeN, che afferma: “Il tempo dedicato all’ascolto non è tempo perso ma guadagnato. L’attenzione al vissuto, all’ambiente familiare e sociale permette di personalizzare al meglio il progetto terapeutico e rafforzare l’alleanza con il paziente”.
La nascita del Centro di Medicina Narrativa e Partecipata presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Andrea di Roma rappresenta molto più di un’innovazione organizzativa: è la concretizzazione di un cambio di paradigma che pone al centro non il “paziente” come oggetto di cura, ma la relazione curante-curato come essenza stessa del processo terapeutico.
Considerare la relazione come fulcro della cura significa assumere una prospettiva sistemico-costruttivista che assegna al riconoscimento reciproco, al dialogo e alle interazioni la funzione di co-costruire percorsi realmente personalizzati, cuciti su misura per ogni persona.
Questo centro rappresenta il passaggio da una logica prestazionale a una logica relazionale, superando l’approccio che riduce la persona alla sua patologia per abbracciare invece il vissuto soggettivo di malattia.
L’integrazione con l’intelligenza artificiale e la piattaforma DNMLab dimostra come la tecnologia possa diventare alleata dell’umanità offrendo nuovi setting per l’ascolto, offrendo chiaramente solo un supporto da ben gestire direttamente da parte dei curanti.
Il tempo dedicato all’ascolto non è tempo perso ma guadagnato, perché attraverso le narrazioni – comprese le metafore che i pazienti utilizzano per esprimere il loro vissuto – possiamo personalizzare davvero il progetto terapeutico e rafforzare quell’alleanza che è il fondamento di ogni cura efficace.
Come SIMeN, auspichiamo che questo modello pionieristico possa essere replicato ovunque, contribuendo a quella rivoluzione copernicana che la nostra sanità necessita: una medicina che integra competenza scientifica e dimensione relazionale per rispondere ai bisogni bio-psico-sociali di ogni persona.
Marco Testa
Presidente SIMeN
Chi sono
Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia nel 1987 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sempre nella stessa Università, presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma ho conseguito anche la Specializzazione in Cardiologia e il Dottorato di Ricerca. Ho svolto anche una Research Fellowship presso l’Albert Einstein College of Medicine di NY, interessandomi di ricerca di base.
Attualmente vivo a Roma e lavoro come cardiologo clinico, occupandomi prevalentemente di pazienti con scompenso cardiaco, presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea.
Da sempre attento agli aspetti relazionali nel processo di cura, mi interesso formalmente di Medicina Narrativa da circa dieci anni. Sono Facilitatore di Laboratori di Medicina Narrativa, membro del consiglio direttivo della Società dal 2018 e Presidente dal 2024. Da otto anni coordino un corso di Medicina Narrativa per gli studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’università di Roma “Sapienza”.
Sono un grande appassionato di montagna, di viaggi, di fotografia e di letteratura.

